CARITAS

GRUPPO  INTERPARROCCHIALE  CARITAS  DI  MONTA’
S.Antonio  –  S.Rocco  –  S.Vito

Gli ambiti principali del nostro impegno sono:

Banco alimentare: viene distribuito un pacco alimentare mensile a circa 40 famiglie del Comune di Montà e di S.Stefano Roero.

Lavoro. Abbiamo dato disponibilità per un servizio di collegamento tra domanda ed offerta soprattutto per servizi alla persona come badanti o collaboratrici domestiche.

Casa. L’aiuto in questo settore è  di tipo economico. Soprattutto è cercare di andare incontro a situazioni di sfratto nella speranza di aiutare a non perdere l’abitazione.

Armadio. Grazie all’impegno delle volontarie di S.Vito è aperta ogni settimana, martedì dalle 15 alle 16, la distribuzione di capi di abbigliamento presso la canonica.

Alcuni membri del gruppo proseguono con la loro presenza presso la casa di riposo, nell’accompagnamento di persone presso servizi pubblici in particolare sanitari.

Si pone particolare attenzione ai servizi ed alle attività che possono coinvolgere i bambini e gli adolescenti (doposcuola, estate ragazzi…) per  offrire opportunità di sostegno scolastico e di animazione a minori in condizioni di svantaggio educativo e  sociale.

Centro di ascolto. E’ lo spazio di accoglienza dove i volontari sono disponibili a ricevere chi è nel bisogno o nella ricerca di lavoro domestico  o di un confronto ed un consiglio. Aperto ogni giovedì, presso la segreteria parrocchiale, dalle ore 9 alle ore 11. I volontari non escludono comunque la loro disponibilità anche in altri orari concordati.

Il centro di ascolto è la modalità che caratterizza il servizio di tutti i gruppi CARITAS di ogni parrocchia ed ogni diocesi italiana.

Per chi è interessato:  non ci sono date o periodi speciali per accedere al gruppo.

 

Sono trascorsi alcuni giorni dal termine della Settimana della carità che si è svolta dal 17 al 24 marzo.

Anche l’edizione di quest’anno ha proposto più occasioni per chiederci quanto spazio, nella nostra vita, diamo all’attenzione e alla cura del nostro prossimo.

L’organizzazione di questi momenti ha infatti l’obiettivo di risvegliare gli interrogativi sugli aspetti fondamentali e identitari della nostra vita di fede.

Nella programmazione della Settimana i volontari del Gruppo Caritas hanno chiesto e avuto un grande aiuto da parte dei giovani animatori della Parrocchia, che hanno lavorato all’allestimento dei pannelli esposti in chiesa a S. Antonio, sui quali erano documentate le esperienze dei ragazzi in ambiti di povertà ed emarginazione. La mostra ha dato la possibilità ai giovani di incontrare e intrattenere gruppi di scolari sul loro vissuto, raccontando il percorso di formazione (catechismo, campi suola, incontri settimanali…) che prepara a scelte di servizio come quelle documentate.

Anche la Via Crucis del Venerdì, insolita e coinvolgente, è stata opera degli animatori.

A loro va un grande grazie sperando che la collaborazione attivata prosegua in futuro.

La risposta della comunità alle iniziative è stata, come sempre, straordinaria e incoraggiante.

 

Tesseramento 2019. Molte le persone che hanno aderito al tesseramento tuttora in corso (il costo è di 5 euro), che vuole essere un segno concreto di condivisione e di consenso all’attività che la Parrocchia, attraverso i volontari della Caritas, svolge a favore delle persone e delle famiglie in difficoltà.

 

Incontro con don Domenico Cravero il mercoledì 20 marzo.

Il tema era proprio la famiglia, che vediamo oggi colpita nei suoi valori più profondi dalla mentalità corrente. Ecco qualche spunto:

  • la famiglia è il luogo dove ogni persona è valorizzata grazie all’amore che riceve e dà. In famiglia ognuno vale e ognuno è unico.
  • Se si distrugge la famiglia, si distrugge la parte umana presente in ogni individuo.
  • Il prototipo dell’amore è la coppia e dal progetto di vita dei due si costruisce la famiglia: nucleo che si basa sull’amore reciproco, amore che nasce e si consolida col dono.
  • Il dono deve essere criterio per la costruzione della società e per il fondamento di vita di ognuno. Non esiste comunque una condizione pura e assoluta del donarsi; per questo dobbiamo sentirci sempre in ricerca e in formazione per vivere pienamente questa scelta esistenziale.
  • Il dono di amore e di servizio va realizzato in famiglia ma anche nella società con particolare attenzione ai poveri.
  • Le strade indicate: ascolto e compagnia attenta e paziente, accompagnamento educativo e solidale, la testimonianza di chi sa che avere significa condividere e l’impegno di tutti a valorizzare e promuovere l’attitudine al dono, vissuto e assimilato in famiglia, e da concretizzare nella comunità.

 


STORIA

La comunità di Montà  ha sempre annoverato un buon numero di Volontari impegnati presso le case di Riposo  del capoluogo (La Divina Misericordia) e della frazione S.Rocco (Ca’ nostra).

Inoltre a partire dai primi anni 90 si è costituito, in Parrocchia,  un piccolo gruppo che  ha organizzato uno spazio di ascolto per le persone in difficoltà.

Conclusa questa esperienza, veniva allestito il Banco alimentare, con distribuzione mensile.

A partire da febbraio 2010 nasceva l’attuale Gruppo interparrocchiale CARITAS.

La proposta è stata avanzata a tutte le tre parrocchie  e la composizione del gruppo è stata caratterizzata da sempre, dalla presenza di persone  di ogni comunità parrocchiale di Montà.

Fra i suoi membri erano presenti  i  Volontari  del Banco alimentare, altri che già operavano a livello personale nelle strutture o presso la sede locale della C.R.I., ma per la maggior parte, sono state persone alla prima esperienza in questo ambito.  L’indirizzo iniziale è stato di mantenere e consolidare gli interventi già in atto e di programmare incontri di formazione per rispondere alle tante domande sulle nuove povertà, sulle modalità di approccio ai problemi e poter così costruire insieme linee operative idonee e realizzabili nella nostra realtà.

Aprile-maggio 2010:
corso di informazione/formazione con i seguenti argomenti:
La Caritas diocesana e la Caritas parrocchiale.
L’esperienza del Volontariato di una Parrocchia albese.
Comunicazione ed approccio alla persona in difficoltà.
Organizzazione e gestione di un centro di ascolto.
La collaborazione con il servizio sociale pubblico.

In questo periodo, grazie alla distribuzione dei pacchi del banco alimentare si veniva a contatto con i nuclei in difficoltà presenti nel paese e da parte di alcuni Volontari si avviava un servizio domiciliare presso anziani soli e bisognosi soprattutto di incontrarsi e di usufruire di piccole commissioni.

Le persone in maggiore difficoltà potevano contare anche su un servizio di raccolta e di distribuzione di abiti usati.

Ai  costanti contatti con la sede Caritas diocesana  facevano seguito segnalazioni di situazioni di casi più problematici a cui si è dato, in collaborazione, le risposte possibili.

Ben presto sono iniziate le richieste di aiuto direttamente da parte degli interessati  a cui era possibile destinare l’unica risorsa del banco alimentare e degli abiti reciclati, ove necessario, l’accompagnamento a centri sanitari o a posti di lavoro.

Per rispondere all’aumento della richiesta di generi alimentari (molti di prima necessità non  venivano più forniti del banco di Moncalieri) e per aiutare, anche con piccole somme, le persone in difficoltà, a novembre 2010 si organizzava una prima bancherella domenicale di dolci  che ogni anno viene allestita con grande partecipazione e solidarietà dei montatesi.

Negli anni, la settimana precedente le festività natalizie, tutti i membri del gruppo continuano nell’impegno di  distribuzione “a domicilio” dei pacchi alimentari allo scopo di conoscere meglio la realtà delle singole famiglie ed i componenti del nucleo mai incontrati. Si è sempre tentato di stabilire una relazione, anche limitata, con le persone coinvolte per non ridurre i contatti alla sola consegna di alimenti o al pagamento di una bolletta.

Il periodo invernale , oberato da maggiori spese, rende inevitabile qualche intervento di carattere economico soprattutto per il riscaldamento dove,  se possibile, si provvede  direttamente alla consegna della legna o al  pagamento del gas per evitare che il denaro erogato sia diversamente utilizzato.

Aver dato visibilità ed informazioni relative al  gruppo ha messo in atto gesti di solidarietà e portato nuove adesioni.

Nel tempo si sono alternate le presenze mantenendo però un gruppo fisso di partecipanti della prima ora, e ad oggi fanno parte della Caritas parrocchiale, in modo permanente, 18 persone.

Nel 2011 si è attivata  la sperimentazione del “centro di ascolto”. I timori che condizionavano la decisione erano soprattutto:

  • La scarsa capacità di accogliere la persona che chiede aiuto e di valutarne il bisogno reale.
  • La mancanza di fondi per l’inevitabile erogazione di buoni per acquisto farmaci, contributi economici, anche parziali, ai canoni di affitto o al pagamento di bollette…

Si aderiva così al corso di formazione organizzato dalla Caritas diocesana relativo alla gestione dei centri di ascolto in quanto emergeva, sempre più chiara,  la necessità di darsi uno spazio ed un tempo per l’incontro, per l’ascolto e per la risposta alla domanda di aiuto condivisa e concordata nel gruppo.