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Il pensiero

 

Domenica 16 giugno 2024



 

Carissimi amici,

la Parola di Dio regalataci oggi dalla liturgia è un potente antidoto al pessimismo e al cinismo che a volte ghermiscono le nostre comunità. La diminuzione della partecipazione ai Sacramenti, specialmente da parte dei giovani, la crescente indifferenza nei confronti della fede, ma soprattutto l’impressione che i furbi, i corrotti, i malvagi abbiano il sopravvento e che questo processo sia ineluttabile, ci fanno piombare in un clima di scoraggiamento. Il card. Martini affermava che con ogni probabilità Gesù raccontò le parabole del seminatore e della semente in un momento di crisi. Egli stava
spargendo la sua Parola tra la gente, ma essa produceva frutto scarso, e i suoi discepoli ne erano rattristati. Gesù prova con semplicità ad educarli ad una mentalità di fede e di speranza: il seme produrrà frutto a suo tempo, indipendentemente dalle preoccupazioni successive del contadino e dalla grandezza del seme stesso. Come ai tempi dei primi cristiani, non ci deve scoraggiare il fatto di essere rimasti in “pochi”, né di raccogliere scarsi frutti dal nostro impegno di evangelizzazione. Il Vangelo ci invita ad avere la pazienza dei saggi, consci del fatto che la natura per prima ci insegna a seminare senza certezza del risultato, ad attendere rispettando i suoi tempi, a non temere perché essa ci ha sempre consegnato il necessario per andare avanti. Così è Dio ed il suo Regno: né dirompente, né clamoroso. Un passo dopo l’altro, nel silenzio dell’ascolto, con la certezza della sua vittoria. Chi ha a che fare con l’educazione, la catechesi, l’annuncio della Parola, trova spesso nelle nuove generazioni indifferenza se non rifiuto. L’impressione generale è che i cosiddetti “millennials”, i giovani dal 2000 in poi, siano centrati su sé stessi, come metteva in luce una celebre copertina della rivista americana Time: la generazione “me, me, me”, cioè “io, io, io”. Gesù ci esorta ad avere fiducia nel seme, che viene da Dio ma è profondamente umano. E fiducia nella sua immagine in ogni persona, che specie nell’adolescenza subisce l’influsso degli stimoli che lo circondano, ma non può opporsi all’appello interiore, alle potenzialità dell’incontro e alle spinte della sensibilità che hanno fatto crescere l’umanità, in ogni tempo e ogni luogo. Aggrappiamoci anche noi a questa fiducia.

Buona domenica e buona settimana a tutti.

Don Paolo, don Désiré, fra Luca, diacono Pierlorenzo

 


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