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Il pensiero

 

Domenica 13 giugno 2021


 

 


 

 

Carissimi amici di Montà e S. Stefano,

riprendiamo il tempo ordinario in compagnia di Marco, il primo ad aver scritto un vangelo. Gesù amava parlare di cose complesse con una semplicità disarmante. Apriva il libro della vita e raccontava Dio con la semplicità di un germoglio di grano o con la piccolezza di un granello di senape, il più piccolo dei semi. Il Regno di Dio è come un uomo che getta il suo seme. Il protagonista in questo caso è l’uomo, non il seme. L’uomo deve fare la sua parte ma non può fare tutto. Tutte le cose hanno bisogno di un tempo di maturazione: nove mesi per un bambino, l’inverno prima della primavera. Anche l’educazione dei figli ha bisogno di tempo. Spesso sembra non accadere nulla, tant’è vero che, a volte, ci si scoraggia. È un miracolo al quale siamo purtroppo abituati: alla sera magari vediamo un bocciolo, e al mattino ecco un fiore. Che noi dormiamo o vegliamo, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Questo è pacificante. Che bello sapere che le cose di Dio fioriscono per una misteriosa forza interna. Dio matura in tutte le persone nonostante le nostre perplessità. Gesù di Nazaret ci libera dall’ansia della prestazione. Amici, facciamo la nostra parte fino in fondo sapendo che non tutto dipende da noi. Inutile angustiarci. A noi spetta solo il compito di seminare.

Viviamo con serenità la nostra vita di fede sapendo che non siamo padroni della vita degli altri. Dio realizza sempre e comunque il suo regno nonostante tutto. Nonostante buona parte del seme cada in terreni che fanno ben poco sperare (è la parabola precedente). Il seme è gettato a larghe mani, dappertutto, quasi buttato via, senza preoccuparsi dove cada. Eppure il seme cresce: come, nemmeno il contadino lo sa, e comunque porta frutto abbondante. Una volta gettato il buon seme, possiamo solo fidarci e attendere. Il contadino sa che tutto avviene senza di lui e che quanto accade sottoterra non dipende da lui ma dalla potenza che abita il seme. L’agricoltore anche se non vede nulla, sa che in modo nascosto sta germogliando la vita. Il Regno di Dio non è un prodotto dell’uomo, non è un risultato dei nostri sforzi, ma è opera sua e non segue le logiche di efficienza e di visibilità che spesso condizionano la nostra vita. Tutti coloro che si adoperano per il regno (dal papa al catechista) e che vivono con il dubbio magari che i loro sforzi saranno inutili, sono chiamati a rafforzare la speranza. Il seme porterà frutto. Non ci sono dubbi! Crediamolo insieme.

Buona settimana.

Don Paolo, don Dario, fra Luca, diacono Pierlorenzo

 


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