Il pensiero

Domenica 17 febbraio 2019


 

 


 

 

arissimi amici,

in questa sesta domenica del tempo ordinario siamo invitati a meditare con tutta la Chiesa sulla pagina delle beatitudini. Un messaggio che continua a stupire perché, come diceva Gandhi, «Sono le parole più alte del pensiero umano», parole di cui non vedi il fondo. Ti fanno pensoso e disarmato, riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giustizia. Le sentiamo difficili eppure amiche: perché non stabiliscono nuovi comandamenti, sono invece la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità.

Beati: parola che ci assicura che il senso della vita è nel suo intimo, nel suo nucleo ultimo, ricerca di felicità; la felicità è nel progetto di Dio; Gesù ha moltiplicato la capacità di star bene! Beati voi, poveri!

Non beata la povertà, ma le persone: i poveri senza aggettivi, tutti quelli che l’ingiustizia del mondo condanna alla sofferenza. La parola «povero» contiene ogni uomo. Povero sono io quando ho bisogno d’altri per vivere, non basto a me stesso, mi affido, chiedo perdono, vivo perché accolto.

Ci saremmo aspettati: beati perché ci sarà un capovolgimento, perché diventerete ricchi. No. Il progetto di Dio è più profondo e più delicato. Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno, già adesso, non nell’altro mondo! Beati, perché è con voi che Dio cambierà la storia, non con i potenti.

Avete il cuore al di là delle cose: c’è più Dio in voi, siete come anfore che possono contenere pezzi di cielo e di futuro. Beati voi che piangete. Beati non perché Dio ama il dolore, ma perché è con noi contro il dolore; è più vicino a chi ha il cuore ferito.

Un angelo misterioso annuncia a chi piange: il Signore è con te, è nel riflesso più profondo delle tue lacrime, per moltiplicare il coraggio, per farsi argine al pianto, forza della tua forza.

Dio naviga in un fiume di lacrime (Turoldo): non ci salva dalle lacrime, ma nelle lacrime; non ci protegge dal pianto, ma dentro il pianto. Per farci navigare avanti.

Guai a voi ricchi: state sbagliando strada. Il mondo non sarà reso migliore da chi accumula denaro; le cose sono tiranne, imprigionano il pensiero e gli affetti (ho visto gente con case bellissime vivere solo per la casa). Diceva Madre Teresa: ciò che non serve, pesa! E la felicità non viene dal possesso, ma dai volti.

Se accogli le Beatitudini la loro logica ti cambia il cuore, sulla misura di quello di Dio. E possono cambiare il mondo. Non si può mischiare l’Evangelo e la volontà di salvare sé stessi… ci si prepara a creare leggi per autorizzare a “difendersi”, ad “armarsi” contro l’altro, il diverso…fosse anche un aggressore! Il Vangelo è chiaro: non concilia l’inconciliabile! Ci chiede di scegliere! Che faremo? La scelta è tra una parola che ci porta a casa: Beati! ed una parola che ci proclama dolorosamente abitanti di un freddo lago di non-senso: Ahimè. Il problema è credere che la ricchezza del mondo è miseria e la vera povertà fatta di condivisione e giustizia è beatitudine, il problema è credere al mondo o al Vangelo.

 

Buona settimana.

 

Aff.mo Don Paolo

 

 


Iniziative

 

 

 

 


Le nostre fotografie

 

 

 

 


Altri siti