Il pensiero

Domenica 15 settembre 2019


 

 


 

 

arissimi amici,

 

la liturgia della Parola di questa domenica richiama il nostro sguardo al “centro del cuore di Dio”, dove abbondano perdono e misericordia che si tramutano in “festa”. La grandezza del cuore di Mosè (prima lettura) e il suo modo di porsi dinanzi al peccato del popolo sono uno straordinario esempio, soprattutto per quanti hanno responsabilità nella Comunità! Dinanzi alla grave perversione della sua gente e alla conseguente ira di Dio, Mosè non rincara la dose, ma invita Jahvé a perdonare per la fedeltà della “parte bella”di quel popolo. Il cuore misericordioso di Mosè prefigura il “cuore del Padre”, raccontato dalle tre parabole della misericordia. La domanda centrale cui la parabola intende rispondere è: “Chi è il Dio di Gesù? Chi è il Dio al quale, come il figlio maggiore, facciamo fatica ad abituarci?”. La risposta è nel modo di reagire del padre nei confronti del figlio minore che, con fare arrogante e presuntuoso, sbatte la porta di casa e va via, nell’illusione di affrancare la propria libertà. L’atteggiamento del padre è scandito da 5 verbi, i “verbi della tenerezza”: “Quando era ancora lontano (non solo fisicamente)… lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. Sulla storia di quel figlio, piena di dissoluzione, continua a vegliare la tenerezza amorosa del padre. Chi non si è mai sentito perdonato, non può capire la tensione che anima questa pagina. Chi, come il figlio maggiore, ha la presunzione di essere stato sempre fedele alle regole, non può apprezzare l’abbraccio tra il padre e il figlio che ritorna. Il Dio di Gesù, dunque, si presenta come un Padre che non vuole una casa abitata da figli-servi, obbedienti e scontenti, ligi al dovere ma infelici. Il Dio di Gesù è un Padre che vuole la sua casa abitata da figli gioiosi e liberi, consapevoli della propria dignità filiale. La storia di ciascuno di noi può attraversare tante forme di negatività: l’abbandono della “casa”, lo smarrimento, ecc. Su tutto, però, la parola finale che Dio vuole pronunciare per noi è il perdono, che ricostruisce e permette di “fare festa”. Un perdono che, come figli di Dio, siamo chiamati ogni giorno a ricevere e condividere. Allora Dio è così? Così eccessivo, così tanto, così esagerato? Sì, il Dio in cui crediamo è così. Immensa rivelazione per cui Gesù darà la sua vita.

 

Buona settimana. 

 

Aff.mo Don Paolo

 

 


Iniziative

 

 

 

 


Le nostre fotografie

 

 

 

 


Altri siti