Unita' Pastorale di Montà

Unita' Pastorale
La Liturgia del giorno

Il pensiero

di Don Paolo

Carissimi amici

Raddrizzate, appianate, colmate... Giovanni Battista, quel giovane profeta un po' selvatico, dipinge un paesaggio aspro e difficile, che ha i tratti duri e violenti della storia: ogni violenza, ogni esclusione e ingiustizia sono un burrone da colmare. Ma è anche la nostra geografia interiore: una mappa di ferite mai guarite, di abbandoni patiti o inflitti, le paure, le solitudini, il disamore... C'è del lavoro da fare, un lavoro enorme: spianare e colmare, per diventare semplici e diritti. E se non sarò mai una superstrada, non importa, sarò un piccolo sentiero nel sole. Giovanni Battista è un profeta credibile. Ha la schiena diritta, vive dell’essenziale, si astiene dal male. Il suo grido è a difesa della giustizia per tutti, del bene comune, della limpida verità. Sulle rive del Giordano accoglie tutti coloro che decidono di non dare la colpa di ciò che non va agli altri, ma si guardano dentro e decidono di correggere i propri sbagli, di cambiare il loro atteggiamento, di riempire i propri vuoti esistenziali con scelte coraggiose di vita. Tutti, a ben vedere, abbiamo limiti e difetti da smussare, nodi da sciogliere e peccati per cui farci perdonare. Dio vuole la nostra salvezza, ma noi siamo disposti a togliere ogni ostacolo affinché possa compiersi nella nostra vita? L'ultima riga del Vangelo è bellissima: ogni uomo vedrà la salvezza. Ogni uomo? Sì, esattamente questo. In questi giorni è nato un caso sulle parole di don Luca Favarin, prete che a Padova gestisce diverse comunità per l’accoglienza. Con il Natale alle porte, come ogni anno sono riaffiorati i discorsi su un’icona della Natività: il presepe. Don Luca, però, è andato oltre, allargando la questione fino a descrivere i paradossi dei nostri tempi. Ha infatti dichiarato: “Oggi fare il presepe è ipocrita. Il presepe è l’immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire le statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole”. “Il nuovo Decreto Sicurezza costringe le persone a dormire per strada. [...] Applaudire il decreto di Salvini e preparare il presepe è schizofrenia pura. Come dire: accolgo Dio solo quando non puzza, non parla, non disturba. Lo straniero che incontro per strada, invece, non lo guardo e non lo voglio. [...] Vorrei ricordare ai cristiani che ci sono migliaia di Gesù bambino in giro per le strade, sotto i ponti”. Ogni uomo vedrà la salvezza!

Aff.mo Don Paolo

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