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Il pensiero

 

Domenica 22 maggio 2022


 

 


 

 

Carissimi amici di Montà e S. Stefano,

in questa sesta domenica di Pasqua, Gesù ci chiede di osservare la sua Parola, di realizzarla, di incarnarla nelle nostre scelte. Se la fede resta evento da tirare fuori un’ora a settimana o nei momenti di difficoltà non facciamo esperienza dell’essere abitati dal Padre e dal Figlio. Gesù lo dice esplicitamente: abitare la Parola, frequentarla, conoscerla, pregarla, meditarla sortisce l’effetto di una inabitazione divina. La fede allora non si riduce a una scelta intellettuale, a uno sforzo della volontà, ma evolve fino a diventare la dimensione perenne in cui abitiamo. Dio sempre, Dio ovunque, Dio cercato, Dio amato.

Dimorare: restare, non fuggire, non scostarsi. Dimorare: abitare, conoscere, capire, frequentare. A questo siamo chiamati per sperimentare la gloria. Conosciamo e meditiamo la Parola che ci permette di accedere a Dio. Gesù ha detto e dato tutto, la Rivelazione è conclusa, non necessitiamo di veggenti che ci spieghino come fare. Ma non abbiamo ancora capito tutto. O ci siamo dimenticati. O abbiamo nascosto la Parola dietro cumuli di parole. Lo Spirito ci viene in soccorso e ci illumina. Illumina la Chiesa nella comprensione delle parole del Maestro.

Illumina la nostra coscienza e ci permette di capire cosa c’entri la fede con la nostra vita e le nostre scelte quotidiane. Invocare lo Spirito prima di ogni scelta, prima della preghiera, prima della celebrazione dell’Eucaristia ci permette di avvicinarci al vangelo con la freschezza che merita, con lo stupore di chi vi trova sempre delle novità.

Ci può aiutare in questo cammino la testimonianza di Charles de Foucauld canonizzato domenica scorsa da papa Francesco: «Padre mio, mi abbandono a te, fa’ di me quello che vuoi. Qualsiasi cosa Tu faccia di me io ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto. Purché si compia la tua volontà in me, in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani, la do a Te, mio Dio, con tutto l’amore che ho nel cuore, perché ti amo, e perché ho bisogno di amore, di far dono di me, di rimettermi nelle tue mani senza misura, con infinita fiducia, perché Tu sei mio Padre».

Buona domenica e buona settimana!

Don Paolo, don Désiré, fra Luca, diacono Pierlorenzo

 


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