Avvisi

 

 


Il pensiero

 

Domenica 7 agosto 2022


 

 


 

 

Carissimi amici di Montà e S. Stefano,

siamo tutti amministratori della nostra vita (cfr. v. 42). Il Vangelo di questa domenica è un forte invito all’attenzione, ossia fare in modo che il nostro “capitale umano” non venga dissolto nel nulla ma giunga a suo pieno compimento. I verbi che ricorrono con insistenza hanno infatti tutti a che fare con una vita attenta, non distratta: essere pronti, attendere, aprire, stare svegli, agire… Si può amministrare la vita accumulando il grano – ossia l’essenziale – (Vangelo di domenica scorsa), ed è il modo migliore per sperimentare il fallimento; oppure si può amministrare donando la vita per far vivere i fratelli, in una parola: condividendo. «Beato [felice] quel servo, che il padrone, arrivando, troverà ad agire così». Così come? Intento a donare “il grano” che fa vivere i fratelli. Se ci scopriremo intenti a far felici gli altri, allora vivremo appieno anche noi. A quel punto Dio ci porrà a capo di tutti i suoi averi!. Ma quali potranno essere gli averi di Dio? Egli forse possiede qualcosa? No, se non sé stesso, per cui ciò che ci donerà sarà niente meno che sé stesso, e quindi diverremo come lui! Il partecipare della nostra vita agli altri ci trasforma in Dio. L’uomo che vive solo di possesso, incentrato sul proprio ombelico, conoscerà una vita segnata solo dalla violenza. Si notino i verbi: picchiare, mangiare, bere, stordirsi. In questo caso, dice il testo: «Il padrone di quel servo lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli». La traduzione letterale sarebbe: «Il padrone di quel servo lo dividerà in due». Cosa c’è sotto questa espressione? Chi vive tutto incentrato su di sé, è un essere a pezzi, frantumato, diviso in due, vivendo una vita segnata da preoccupazioni e divisioni; da una parte desidera con tutto sé stesso la felicità, dall’altra opta solo per strategie fallimentari. Ovviamente non sarà Dio a dividere, frantumare e spezzare, ma sarà l’uomo che andrà in pezzi, perderà il proprio io-autentico, attraverso il suo egoismo esasperato. Occorre prestare attenzione a come ci stiamo giocando la vita. Gesù di Nazareth oggi ci fa memoria che «Dire io, significa dire eccomi» (E. Lévinas).

Buona domenica

Don Paolo, don Désiré, fra Luca, diacono Pierlorenzo

 


Iniziative

 

 

 

 


Le nostre fotografie

 

 

 

 


Altri siti